Prime impressioni: perché un blog

Sono da pochi giorni arrivato al Collegio del Mondo Unito di Dilijan, in Armenia e mi sembra di essere qui da più di un mese. Tutto ebbe inizio sei mesi e 6 giorni prima della mia partenza dall’aeroporto di Bologna per Yerevan (passando per Vienna): scadeva il bando nazionale per l’assegnazione delle borse di studio della Commissione Nazionale italiana per i Collegi del Mondo Unito. Sono stato convocato poi alle selezioni interregionali a Milano per un’intera giornata e a Duino (al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico) per due giorni di selezioni nazionali. Quando è arrivata prima l’email che mi comunicava l’idoneità e poi la telefonata con la destinazione non avevo ancora realizzato cosa volesse dire partire. Non ci avevo mai più di tanto pensato durante la fase della selezione perché essendo molto tosto come processo ed essendoci moltissimi partecipanti per pochissimi posti ci si prova un po’ come un sogno, non si riflette molto sulle difficoltà che si potrebbero avere una volta selezionati. Solo alla fine dei due mesi che separano quella telefonata dal check-in all’aeroporto di Bologna mi sono trovato a capire cosa volesse dire partire: lasciare per due anni i propri cari, i propri amici, la propria città, la propria scuola, i propri impegni, la propria casa: tutto. L’ultima settimana è stata piuttosto dolorosa. Dopo la festa-tendata per salutare tutti ho salutato una per una le persone a cui tenevo di più. Non è stato sempre facilissimo ma sono contento di averlo fatto.

A Bologna mi sono incontrato con Eva, una ragazza di Bari che ho conosciuto alle selezioni nazionali e con cui sono subito andato molto d’accordo. Eva sarà la mia compagna di avventure italiana per questi due anni in Armenia.

Appunto, in Armenia! “Ma dov’è l’Armenia? Ma c’è la guerra? Ma è tipo l’Afghanistan? Aaah vai in Birmania?  Ma chi te lo fa fare di andare in quel postaccio?” Sono solo alcune delle domande che mi sono state poste nelle settimane precedenti la mia partenza. Perché? Perché il posto che mi è stato offerto dalla Commissione Nazionale italiana è in Armenia, più precisamente a Dilijan, nell’omonimo parco naturale nazionale. L’avventura, già di per sé importante, è ancora più particolare essendo il primo anno di apertura del collegio e dunque siamo solo 97 studenti (invece di poco più di 180) ma non solo noi siamo nuovi e un po’ spaesati ma così sono anche i professori e tutto il personale della scuola. Si tratta di un progetto molto ambizioso e con alte aspettative dai fondatori che hanno investito cifre difficilmente associabili ad una scuola superiore in Italia.

Il campus è incredibile – tecnologico, sostenibile, moderno, integrato nel suo ambiente – ma non è ancora pronto. Sì, stiamo vivendo in un grande cantiere e ogni giorno c’è qualcosa che viene terminato. L’edificio della scuola, la mensa, la palestra (ma non la piscina), la clinica e una residenza sono pronti. Viviamo dunque tutti in una residenza, dividendo stanze da quattro in sei (dunque non c’è spazio per gli armadi), la cucina della mensa non è ancora pronta quindi mangiamo dal catering a tutti i pasti.

La cosa particolare però è l’ambiente: vivere in stanza con persone da quattro continenti diversi è qualcosa di molto praticolare. Credo che mai come in questi 5 giorni abbia imparato tanta storia contemporanea (e geografia). Semplicemente chiacchierando con i miei colleghi pionieri. Storie incredibili, di guerra, rivoluzioni, proteste, dittature. Tutto vissuto sulla pelle dei miei coetanei e compagni di viaggio per i prossimi due anni.

Non mi sembra di essere qui da 5 giorni ma da molto di più. Nonostante questo non mi è facile pensare che questa sarà casa mia per i prossimi due anni.

Siamo andati a visitare il paese ed è carino (se le aspettative non sono le più alte) ma di questo parlerò sicuramente in un altro post.

In partenza da Bologna verso Vienna!

In partenza da Bologna verso Vienna!

Dette queste prime impressioni, ecco perché ho deciso di scrivere un blog: i miei parenti, i miei amici, tutti gli interessati alla mia esperienza e anche a tutti coloro che vogliono provare la mia esperienza i prossimi anni (per questo, a tempo debito mi soffermerò un po’ sul processo di selezione).

Annunci

6 pensieri su “Prime impressioni: perché un blog

  1. Bravo Phil!
    Fai bene a scrivere! Sia per i motivi che hai menzionato, sia per avere un riassunto, completo di tante impressioni, che potrai rileggere e rivivere tra qualche anno.
    Fossi in te stabilirei una cadenza regolare!
    Per quanto mi riguarda, attendo le prossime puntate!!
    🙂
    Stefano

    Mi piace

    • Caro Stefano,
      ho deciso di non stabilire una scadenza regolare per evitare di scrivere un post alla settimana ad esempio quando non ho nulla da scrivere, o viceversa solo uno nel caso avessi più pensieri, esperienze e momenti da raccontare.
      Tanti saluti e in bocca al lupo per Chivasso,
      Philipp

      Mi piace

  2. Noi che parliamo , scriviamo tanto… di mobilità, viaggio, lingue, pluralità, diversità …. e anche di relatività di tolleranza … Tu in cinque giorni hai fatto più di noi in una vita di studio.
    Ho tanta ammirazione non solo per quel che stai vivendo ma per come così a breve, con lucidità ma senza che questo appanni l’emozione, lo descrivi e lo fai condividere
    Grazie, Philip
    ti abbraccio , Danièle (da Roma

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...