Santa Lucia, San Nicolò, profumo di brulè

Oggi è Santa Lucia. È strano non aspettarsi la farina di polenta sparsa dall’asinello. La festa che ti annuncia che il Natale sta arrivando, qui sembra solamente una celebrazione della fine degli esami. Niente fiera di Santa Lucia per oggi e niente pranzo dai nonni.

Questa settimana, infatti, abbiamo avuto tre giorni intensi di esami di tutte le materie. Prima di questi tre giorni, esattamente una settimana fa, era sabato 6 dicembre: San Nicolò. Un’altra festa che mi ricorda casa in questo periodo. Per la prima volta in diciassette anni mi sono svegliato e le scarpe (che accidentalmente erano fuori dalla porta, per non sporcare la nuova stanza) erano vuote. Ho raccontato la mia delusione, sarcasticamente, ad Eva, la mia co-year di Bari. Al suo ritorno dalla giornata a Yerevan mi ha portato uno di quei cuori di biscotto che si appendono intorno al collo, rimediando subito alla delusione.

Finalmente da ormai un mesetto abbiamo le stanze nuove, poiché hanno terminato anche l’altro edificio. Sono in stanza con Jonas (Lituania), Kabir (India) e Ahmed (Egitto). Siamo molto diversi ma c’è molta sintonia e soprattutto rispetto e comprensione, oltre a molta ironia. Armadio, scrivania, lampade ecc. Finalmente non sembra più campeggio. D’altra parte però, ora che siamo distribuiti su due edifici e con internet anche in stanza, gli spazi comuni sono deserti e non si incontrano più accidentalmente persone con cui fare qualcosa, ma bisogna cercarle. Dunque si cercano sempre le stesse persone, mentre prima l’esperienza era più eterogenea.

Sarà anche strano andare nei licei della mia città a promuovere i collegi, particolarmente strano sarà andare alle Dame di Sion in via Bolognini: al Gali. Entrare nella mia scuola, nella quale sì ho avuto problemi e ho anche sofferto, ma dove ho trascorso tre anni importanti. Andrò a raccontare la mia esperienza e a convincere ragazze e ragazzi a trovare il coraggio e provare a intraprendere anche loro quest’avventura.Sono contento di tornare.

È uno strano avvento, senza i mercatini di piazza Fiera, il profumo di brulè per le strade, l’albero in casa, i lebkuchen e gli spekulatius. Nonostante questo sarà senz’altro un Natale strano: come sarà rivedere i miei amici a casa? La mia mente ora è qui. Cosa sarà cambiato? Quanto sono cambiato io?

John (rettore) mentre ci racconta una storia intorno al falò, con marhsmallows

John (rettore) mentre ci racconta una storia intorno al falò, con marhsmallows

Queste sono solo alcune delle domande che mi pongo. La cosa che mi piace veramente di questo posto è che mi fa riflettere molto. La riflessione è sia un processo inevitabile che voluto: al termine e durante molte delle cose che facciamo siamo tenuti a riflettere, a valutare cosa sarebbe potuto andare diversamente e come migliorare la prossima volta, cosa abbiamo imparato e su cosa dobbiamo lavorare. Ma spesso mi ritaglio anche dei momenti per me, mi faccio un tè, mangio della cioccolata, ascolto musica e leggo. Rifletto sulle cose più svariate. Si è sempre circondati da persone qui, e ogni tanto fa bene avere del tempo per sé stessi: ognuno sceglie come gestirselo, chi va in palestra, chi legge, chi scrive, chi canta, chi pensa ma mi sembra che bene o male quasi tutti lo facciano.

Tra sei giorni torno a casa. Proverò a raccontare quello che ho passato, ma sarà molto difficile. Proverò a godermi tutto ciò che mi manca qui, ma sarò anche contento di tornare tra un mese.

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3 pensieri su “Santa Lucia, San Nicolò, profumo di brulè

  1. Mi hai fatto pensare quanto era importante preparare i piattini e far vedere che l’asinello aveva lasciato le tracce di farina…ormai Biancaneve sta perdendo i suoi Nani ,ma ,come mi insegni ,rimangono i ricordi. Grazie Philipp !

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  2. Lieber Philipp,
    wieder einmal ein besonders schöner Blogeintrag!!!
    Du hast einen ganz tollen Schreibstil.
    Großes Kompliment.
    Wir sind alle RIESIG gespannt auf Dich und Deine Erzählungen !!!
    Alles Liebe

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