Vacanze, paesaggi e una #buonascuola

Ascolto musica e mi distraggo. Si sente un fischio e il treno inizia a muoversi, a lasciare la stazione di Milano Centrale. Sto tornando a casa da una breve visita ai miei nonni a Berlino. Il panorama che scorre nel mio finestrino è molto diverso dai paesaggi brulli armeni.
Tra qualche giorno si ritorna “alla base”, tra quattro giorni prenderò un altro volo, che mi riporterà a Dilijan.

Gli ultimi sono stati i mesi più intensi della mia vita. Anche queste tre settimane di vacanza non sono state da meno. Sono stato principalmente a casa, dove ho passato il tempo con la mia famiglia e i miei amici. È stata una vacanza, un periodo in cui io abbia potuto rilassarmi, riflettere e anche staccare un attimo.

Quanto è brutta la periferia milanese: Lambrate, Sesto & Co.

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Ci sono momenti in cui ho semplicemente ripensato alla moltitudine di cose che sono accadute recentemente. La doccia è stata il mio “pensatoio” preferito. Durante la doccia mi capitava spesso di vagare con il pensiero, rivivere scene. Di tanto in tanto mi chiedevo cosa fosse successo in quella o quell’altra occasione e facevo fatica a ricordare. Allora mi colpiva una sorta di apprensione: non volevo dimenticare le 1000 esperienze che mi hanno reso -forse- un po’ un’altra persona in un tempo così breve. Nel momento in cui poi il ricordo ritornava ero rassicurato. Nella conversazione con alcuni alumni mi ricordo che mi avevano menzionato questa correlazione tra l’intensità dell’esperienza UWC e la memoria ma io non ci avevo fatto più di tanto caso.

Ho trovato il mio posto. Non ho timore di ritornare, anzi, ne ho fame. Ho fame di altre esperienze, altri momenti importanti, ho fame di crescere e di cambiare ancora, ho fame di conoscere meglio tutte le persone incredibili che compongono la nostra comunità, ho fame di lavorare anche per dimostrare a me stesso che se voglio ne sono capace. Ho fame di ritornare a vivere in quel posto che mi ha fatto storcere la faccia quando vi ci sono stato “mandato”.

Ho trovato la mia scuola. Quanto tempo ho passato durante la mia attività di presidente della consulta provinciale degli studenti a provare ad immaginare una scuola migliore, una scuola nuova e inclusiva ma forte, che fosse a Roma al ministero o a Trento in Provincia. Beh, io l’ho trovata la scuola che mi immaginavo e la frequento. Ovviamente le condizioni per una “scuola dei sogni” (così era intitolato il documentario di MTV su UWC) sono molto più favorevoli in piccole scuole private, con ingenti risorse economiche, in cui studenti e professori vivono anche ecc. ecc. Però l’elemento imprescindibile di una #buonascuola non può che essere una rivoluzione della didattica. E per questo però c’è bisogno di entusiasmo, determinazione, passione, fiducia e la disponibilità a mettersi in gioco. Beh tornando nella mia scuola non ho trovato questi elementi alla base di una “rivoluzione”. Credo che nella scuola italiana ci sia troppa amarezza, stanchezza e fatica. Penso che nella scuola italiana ci siano grandi menti (da entrambe le parti) che non vengono sfruttate a sufficienza, le cui idee non vengono ascoltate. Sembra che emergano molto di più le lamentele delle idee.
Lo dico chiaro: non abbiamo bisogno di aule informatica bensì di professori che non siano frustrati. Secondo me ciò di cui non si è parlato affatto nella discussione sulla riforma e che secondo me è centrale è la riduzione – diciamo di un terzo – dei programmi ministeriali. I programmi ministeriali sono, a mio parere, uno dei maggiori ostacoli ad una buona didattica nella nostra scuola. Sono una delle cause che ci portano a memorizzare e non ad imparare. Sono una delle cause che distruggono la creatività dei professori. Non dico che le nozioni non siano importanti ma se nessuno ci insegna o ci dà la possibilità di approfondirle, analizzarle, confrontarle con altre, utilizzarle in modo nuovo e non solo riportarle in un tema alla fine dell’unità studiata a cosa ci servono queste nozioni, di cui per la gran parte non ci ricorderemo tra qualche anno?
Ci ho pensato durante i miei esami. Quante persone a casa usano i cellulari durante i temi.. Lì per quasi tutti gli esami che ho avuto avrei preso esattamente lo stesso voto con o senza cellulare in quanto mi si chiedeva l’applicazione delle nozioni con competenze acquisite.

Ho cambiato a Verona. Sto entrando nella Valle dell’Adige e le montagne di casa mi accolgono scorrendo nel finestrino, castello di Avio e tutto il resto. L’accento malgaro delle persone nei posti vicini. Ancora per pochi giorni e poi di nuovo montagne ma questa volta Lada e cani randagi.

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Un pensiero su “Vacanze, paesaggi e una #buonascuola

  1. Grazie carissimo Philipp! E’ sempre molto bello leggerti e accompagnarti nelle tue peregrinazioni e riflessioni. BUON RITORNO IN ARMENIA E MOLTI AUGURI PER TUTTO. mARCO

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