Santa Lucia, San Nicolò, profumo di brulè

Oggi è Santa Lucia. È strano non aspettarsi la farina di polenta sparsa dall’asinello. La festa che ti annuncia che il Natale sta arrivando, qui sembra solamente una celebrazione della fine degli esami. Niente fiera di Santa Lucia per oggi e niente pranzo dai nonni.

Questa settimana, infatti, abbiamo avuto tre giorni intensi di esami di tutte le materie. Prima di questi tre giorni, esattamente una settimana fa, era sabato 6 dicembre: San Nicolò. Un’altra festa che mi ricorda casa in questo periodo. Per la prima volta in diciassette anni mi sono svegliato e le scarpe (che accidentalmente erano fuori dalla porta, per non sporcare la nuova stanza) erano vuote. Ho raccontato la mia delusione, sarcasticamente, ad Eva, la mia co-year di Bari. Al suo ritorno dalla giornata a Yerevan mi ha portato uno di quei cuori di biscotto che si appendono intorno al collo, rimediando subito alla delusione.

Finalmente da ormai un mesetto abbiamo le stanze nuove, poiché hanno terminato anche l’altro edificio. Sono in stanza con Jonas (Lituania), Kabir (India) e Ahmed (Egitto). Siamo molto diversi ma c’è molta sintonia e soprattutto rispetto e comprensione, oltre a molta ironia. Armadio, scrivania, lampade ecc. Finalmente non sembra più campeggio. D’altra parte però, ora che siamo distribuiti su due edifici e con internet anche in stanza, gli spazi comuni sono deserti e non si incontrano più accidentalmente persone con cui fare qualcosa, ma bisogna cercarle. Dunque si cercano sempre le stesse persone, mentre prima l’esperienza era più eterogenea.

Sarà anche strano andare nei licei della mia città a promuovere i collegi, particolarmente strano sarà andare alle Dame di Sion in via Bolognini: al Gali. Entrare nella mia scuola, nella quale sì ho avuto problemi e ho anche sofferto, ma dove ho trascorso tre anni importanti. Andrò a raccontare la mia esperienza e a convincere ragazze e ragazzi a trovare il coraggio e provare a intraprendere anche loro quest’avventura.Sono contento di tornare.

È uno strano avvento, senza i mercatini di piazza Fiera, il profumo di brulè per le strade, l’albero in casa, i lebkuchen e gli spekulatius. Nonostante questo sarà senz’altro un Natale strano: come sarà rivedere i miei amici a casa? La mia mente ora è qui. Cosa sarà cambiato? Quanto sono cambiato io?

John (rettore) mentre ci racconta una storia intorno al falò, con marhsmallows

John (rettore) mentre ci racconta una storia intorno al falò, con marhsmallows

Queste sono solo alcune delle domande che mi pongo. La cosa che mi piace veramente di questo posto è che mi fa riflettere molto. La riflessione è sia un processo inevitabile che voluto: al termine e durante molte delle cose che facciamo siamo tenuti a riflettere, a valutare cosa sarebbe potuto andare diversamente e come migliorare la prossima volta, cosa abbiamo imparato e su cosa dobbiamo lavorare. Ma spesso mi ritaglio anche dei momenti per me, mi faccio un tè, mangio della cioccolata, ascolto musica e leggo. Rifletto sulle cose più svariate. Si è sempre circondati da persone qui, e ogni tanto fa bene avere del tempo per sé stessi: ognuno sceglie come gestirselo, chi va in palestra, chi legge, chi scrive, chi canta, chi pensa ma mi sembra che bene o male quasi tutti lo facciano.

Tra sei giorni torno a casa. Proverò a raccontare quello che ho passato, ma sarà molto difficile. Proverò a godermi tutto ciò che mi manca qui, ma sarò anche contento di tornare tra un mese.

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A 17 anni lasciare per due anni casa propria e trasferirsi in un altro angolo del mondo. Vivere a stretto contatto con persone da tutte le più svariate parti del pianeta: persone così diverse, ma così simili a te in fondo.

Studiare in un’istituzione conosciuta e stimata in tutto il mondo che offre un alto livello di formazione e molte opportunità. Fare attività sportive, creative e servizio alla comunità locale.
Essere messi in una posizione in cui si può avere un impatto per cambiare un po’ le cose, per rendere il mondo un posto un po’ migliore.

Questo è quello che sto vivendo.
Questo è quello che puoi vivere anche tu: è uscito il bando della Commissione Nazionale per i Collegi del Mondo Unito per il prossimo biennio!

pensaci bene, ma non ci pensare due volte!

http://www.uwcad.it/in…/bando-di-concorso-italiano-2015-2017

È uscito il bando della Commissione Nazionale italiana per i Collegi del Mondo Unito, per l’assegnazione di borse di studio per la frequenza dei collegi nel biennio 2015-2017 (link qui sopra). Il numero di borse rispetto allo scorso anno è aumentato e quando Eva (l’altra ragazza italiana) ed io abbiamo scoperto che avremo due primi anni italiani il prossimo anno eravamo al settimo cielo.

Questo vorrà dire che a breve pubblicherò alcuni post riguardo alle selezioni e come affrontarle al meglio, vi chiedo di spargere la voce il più possibile riguardo al bando e convincere giovani ragazze e ragazzi (della terza superiore) ad affrontare le selezioni.

Tanti saluti da Dilijan,

Ph

Una pausa, malinconia, gioia.

Questa settimana non si fa scuola, finalmente delle vacanze!
Divisi in gruppi di 6-8 persone andiamo in varie località in Armenia a fare volontariato. Sono proprio contento di potermi rendere utile in questo contento che si sta rivelando parecchio diverso da quello a cui sono abituato.
A parte i tre giorni di volontariato abbiamo tempo per staccare un po’, rilassarci, recuperare dello studio se necessario, socializzare ecc.
Questo è anche il tempo adatto per fermarsi un attimo e riflettere. Cosa sto facendo qui? Quanto mi mancano i miei legami? Come posso prendere il meglio da quest’esperienza? Come sarò dopo? Quanto mi sta trasformando lo stare qui e vivere tutto ciò che sto vivendo? Quanto saranno importanti nel mio futuro i legami che sto stringendo qui con queste persone fantastiche?
Queste domande ti affannano la mente non appena ti fermi e smetti di galleggiare nell’immensità di impegni che abbiamo.
E quando ti fermi a riflettere, la malinconia ti assale. Non è tristezza, è malinconia.
Ma meno male ci sono persone fantastiche che capiscono quello che stai vivendo (perché del resto siamo tutti nella stessa situazione) e ti costringono ad uscire e allora venerdì sera esci e ti diverti, stai sveglio fino alle tre di mattina e poi alle 8 parti per Yerevan (la capitale) e spendi una bellissima giornata (più primaverile che autunnale) e non ci pensi più, perché ti fanno male i muscoli della faccia a passare tutta la giornata a sorridere, ridere.
Torni a casa distrutto e prendi parte (con gran parte del collegio) a discussioni spontanee su come stanno andando le cose qui, dentro le mura del collegio. E di nuovo stai sveglio a lungo, parli, ascolti, ridi, ascolti… e la malinconia va via.
Passi la domenica a scrivere un’essay (saggio) di letteratura di cui sei completamente insoddisfatto e che si rivela essere difatti fuori tema. E poi Tatjana, la ragazza austriaca, cuoce le castagne e collega al proiettore “Tutti assieme appassionatamente” per festeggiare la festa nazionale austriaca, finché qualcuno entra urlando nella stanza: “la neve la neve!!!”.
E tutto si trasforma in una festa: un sacco di gente che non ha mai visto la neve in vita propria. E ti rendi conto di quanto anche cose piccole e banali (e perfino quasi quotidiane) per te possano essere una gioia per altre persone.

Ma basta ballare sotto la neve, ora si va al terzo piano a guardare (e cantare) Mamma Mia.
Sono le 02:22 e ti rendi conto che se domani alle 08.30 hai un’attività, forse è il caso di andare a dormire.

Semplicemente, una volta che hai scoperto quanto sia incredibile la vita di collegio, non te ne vuoi perdere neanche un minuto. Preferisci rinunciare ai tuoi “sogni d’oro” per essere parte di tutto ciò, perché sai – dalle tue riflessioni – che ognuno di questi momenti è speciale e non ci vuoi rinunciare. Più di un’ottavo dei due anni è già passato in uno schioppo di dita e non vuoi che tutti e due gli anni di questo cammino passino altrettanto velocemente. Casa manca, parecchio, ma si sta bene qui. Di una cosa sono certo: è una gioia essere qui.

La scuola come sta andando?

La settimana è iniziata con buoni voti e lezioni interessanti. Sto studiando molto di più che a casa, ma non ci si rende veramente conto delle ore che si passano in biblioteca o nelle residenze sui libri, perché è un modo completamente diverso di studiare: tantissime ricerche, presentazioni, saggi, letture e poco studio sui libri di testo tradizionali. Anche i temi in classe sono molto diversi, ad esempio di economia bisogna scrivere un saggio su una situazione che viene prospettata, descrivendola, analizzandola ed evidenziando possibili cause, conseguenze e modalità di risoluzione del problema; oppure ragionamenti più astratti sulle teorie dell’economia. Un’altra cosa che caratterizza l’IB è il fatto che dobbiamo scrivere molti essays (saggi) per quasi tutte le materie e questo aiuta veramente molto chi vuole proseguire con studi universitari nel Regno Unito, poiché lì le buone università richiedono di scriverne uno a settimana. Ma soprattutto la particolarità è l’attenzione che ogni singolo studente riceve, anche fuori dall’orario scolastico, per rimanere al pari o approfondire. Questa è la differenza tra una scuola normale e un collegio (in particolare se il rapporto professori:studenti è 1:4) è che si vive insieme ai professori, quindi può capitare di incontrare il proprio professore di storia in palestra o mentre fai la lavatrice e chiedergli aiuto per la presentazione o il saggio. Infine è molto molto confortante avere compagni di scuola così preparati sulle varie materie, dunque ci si aiuta moltissimo reciprocamente.

Questa settimana è iniziata bene ma è molto impegnativa, poiché il carico di compiti e di studio è piuttosto alto e in più ho da prepararmi perché sabato e domenica si terrà un Model United Nations (MUN), in cui io dovrò rappresentare e difendere gli interessi del Giappone nella risoluzione del conflitto nel Mare Cinese Meridionale e come potete immaginare non è proprio cultura generale quindi devo fare un po’ di ricerca e scrivere un position paper formale.

Si inizia a parlare di università e le ambizioni di tutti sono molto molto alte ma gli input che riceviamo (da professori, fondatori e altri) ci dicono che possiamo realizzare tutte le nostre ambizioni per l’università che vogliamo, anche le più alte, se ci impegnamo veramente per avere un buon diploma finale, poiché l’IB in sé è molto stimato e in particolare se di un Collegio del Mondo Unito. Ma per questo c’è ancora del tempo e spero che riesca a fare un po’ di chiarezza nella confusione che ho rispetto a questo tema.

Un altro weekend speciale!!!

Sabato è stato un giorno importante per l’Armenia, ma ancor più importante per Dilijan, il Collegio e tutti noi. Il Collegio del Mondo Unito di Dilijan è stato ufficialmente inaugurato. Alla presenza del Presidente dell’Armenia, del Presidente della Serbia, del Presidente del Karabach, con la benedizione del Catholicos della Chiesa Apostolica Armena e di 700 ospiti internazionali.

Erano invitati tutti i donatori e fondatori, imprenditori russi, armeni e internazionali, molti giornalisti, diplomatici (gran parte degli ambasciatori delle nazioni rappresentate al collegio), filantropi, personalità del movimento dei Collegi del Mondo Unito, rappresentanti degli altri collegi e di prestigiose scuole universitarie ecc.

Ho avuto il piacere di incontrare moltissime persone importanti e interessanti ma al tempo stesso gentilissime e curiose (in alcuni casi anche invidiose) dell’esperienza che stiamo vivendo. è stato bello anche poter parlare con diversi italiani o persone che hanno avuto un tassello della loro storia di vita in Italia.

L’evento in sé era molto ben organizzato e noi studenti eravamo al centro di tutto.

Ad un certo punto ho parlato con un signore russo, di origine armena, che mi ha detto di essere il mio sponsor, cioè la persona che paga la mia borsa di studio parziale. Credo che sia molto importante sottolineare che questo progetto è completamente finanziato da privati, aziende ma soprattutto persone che hanno investito i propri soldi affinché tutto questo divenisse realtà in pochi anni.

La sera, quando gli ospiti sono andati a Yerevan per una festa nella distilleria del Cognac Ararat noi ci siamo tirati (ragazzi con l’abito e ragazze col vestito e tacchi) e abbiamo fatto una festa, è stata la prima vera e propria festa qui ed è stato forte. Credo che questa giornata mi abbia fatto capire che sto iniziando veramente a far parte di questo posto e di questa comunità, e di quanto già mi senta legato a queste persone, quanto posso portare a questo progetto e quanto questo progetto possa veramente arricchirmi.

La sera leoni la mattina… invece no! Perché domenica mattina il nostro GAP year student (ragazzo che si è preso un anno sabbatico dopo la maturità per lavorare qui al collegio) indiano è venuto a svegliarci per radunarci poiché stavamo aspettando visite. Vartan Gregorian, che siede nel nostro consiglio di amministrazione, voleva fare una chiacchierata con noi. Ma Vartan Gregorian non è solamente un membro del nostro CDA, per cui forse non sarebbe valsa la pena dell’alzataccia, ma è il presidente della Carnegie Corporation, una delle maggiori fondazioni americane e del mondo, ed è stato il presidente della Brown University. Una persona molto importante che ci ha raccontato la sua storia ed ha parlato con noi delle opportunità, delle scelte che bisogna prendere e di come affrontare al meglio la nostra vita. Per chi fosse interessato a leggere qualcosa su Gregorian http://carnegie.org/about-us/presidents-corner/

 

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Il rettore con Vartan Gregorian

Il rettore con Vartan Gregorian

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Il presidente dell'Armenia

Il presidente dell’Armenia

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Veronica Zonabend e Ruben Vardanyan, i due fondatori principali

Veronica Zonabend e Ruben Vardanyan, i due fondatori principali

John Puddefoot, il nostro rettore

John Puddefoot, il nostro rettore

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Un weekend speciale

Questo weekend si può senza dubbio definire speciale. Perché?

Perché mio papà è venuto a trovarmi. Due settimane dopo la telefonata che mi ha comunicato la mia partenza per l’Armenia, mio papà ha ricevuto un’altra telefonata che analogamente gli proponeva di partire per l’Armenia..ma solo per una settimana. A chiamarlo era il Consiglio d’Europa e lui ha accettato.

Dunque dopo aver passato quasi una settimana in Armenia, alle 14.30 del venerdì è arrivato al cancello della mia scuola. Ci siamo abbracciati ed è stato bello rivederlo. Lo ho portato allora a vedere il centro del paese (non particolarmente entusiasmante) e a bere e mangiare qualcosa nel complesso dell’Old Tufenkian, una sorta di centro storico tipico armeno ricostruito dalla catena alberghiera.

Abbiamo fatto ritorno a scuola, dove gli ho fatto da Cicerone per il campus (tra qualche giorno pubblicherò le foto che ha scattato). Abbiamo bevuto un caffè nella mensa e ci siamo avviati verso le residenze dove, dopo aver visto la mia camera, ha tenuto una relazione sulla sua attività in Armenia per il CdE e più in generale sui principi del diritto internazionale e le varie organizzazioni internazionali in Europa. L’interesse da parte dei miei colleghi è stato molto alto e più di tre quarti del collegio hanno preso parte all’incontro e posto molte domande.

A cena siamo andati nel suo albergo all’ingresso del paese. L’albergo è considerato il migliore a Dilijan, ciò non toglie però che sia molto sovietico e un po’ squallido.

Sono rientrato puntuale per check-in time (21.30-21.45). Anche questa è vita di collegio: regole che vanno rispettate.

La mattina dopo alle 8.30 la macchina già mi aspettava al cancello. Siamo partiti alla volta di Yerevan (la capitale). Abbiamo fatto tappa al lago Sevan e il suo monastero. Abbiamo visitato un po’ la città, mangiato sushi a pranzo e siamo andati da Paulaner a cena (lui ha mangiato armeno tutta la settimana e io lo ho come opzione tutti i giorni in mensa). Era molto molto caldo quindi abbiamo deciso di fare un bagno nella piscina dell’albergo, e la sera dopo cena abbiamo fatto una passeggiata nel centro. La mattina dopo mi sono svegliato e lui era già partito per l’aeroporto. Ho fatto colazione da solo e alle 10.00 ho preso un taxi che mi ha portato dall’albergo a Yerevan al collegio (circa alle 11.30). Il viaggio è stato un po’ malinconico, con la musica nelle cuffie e il grullo paesaggio armeno che scorreva.

Non è facile ricevere visite di questo tipo, ma sono proprio contento che mio papà sia venuto a trovarmi e che abbiamo potuto passare del bel tempo insieme, oltre a mostrargli dove passo le mie giornate per i prossimi due anni.

Nel prossimo post parlerò un po’ di come funziona la vita residenziale, mostrando una mia giornata tipo, e a breve spiegherò anche più dettagliatamente la parte scolastica e quanto riguarda il diploma del baccalaureato internazionale.

A presto

La scuola è iniziata!

La scuola è iniziata mercoledì e sono stati due giorni molto interessanti. Inizio a capire cosa vuol dire la quotidianità in questo posto.

La scuola è fantastica e non intendo solo l’edificio. Il numero massimo di studenti per ogni classe è 15 e raramente i banchi (che sono modulari) sono messi in posizione frontale: a gruppi, a ferro di cavallo, a tavolone. Attualmente il rapporto docenti:studenti è 1:4 che è qualcosa di incredibile. Inoltre il rapporto con gli insegnanti non è paragonabile a quello italiano, per il semplice fatto che viviamo negli stessi edifici. Questo non vuol dire che non rispettiamo i nostri insegnanti, anzi: si tratta di un rispetto amichevole. Siamo amici dei nostri insegnanti e capita di essere molto in confidenza con loro..

Io ho scelto principalmente materie umanistiche e il modo in cui queste vengono trattate è molto più interattiva, intrigante e interessante. Molta importanza viene data al corso obbligatorio di teoria della conoscenza, di cui magari parlerò più avanti.

Gli studenti prendono appunti (molti sui loro computer o tablet) e continuano a fare domande agli insegnanti. Tutti sono interessati alle lezioni, per il fatto che sono materie che hanno scelto e che il modo in cui vengono insegnate è molto diverso dal nostro. Gli insegnanti di lingua parlano solo la loro lingua.

Oggi al nostro toon meeting (il gruppo di 12 ragazze e 12 ragazzi che si riunisce regolarmente per discutere dei problemi, conoscersi, conoscere le proprie culture ecc.) ha partecipato anche Veronika Zonabend che insieme a Ruben Vardanian ha fondato la nostra scuola, con un investimento di tempo e impegno impressionante. La cosa molto bella è che queste persone che hanno investito centinaia di milioni di euro in questo progetto seguano regolarmente ciò che facciamo, tanto che nella parte del campus che non è ancora stata ultimata stanno costruendo alcune abitazioni per i fondatori e i membri del consiglio di amministrazione, in modo che possano venire quando vogliono. In futuro parlerò anche della visione di queste persone che hanno per questo progetto e perché questo e non qualcos’altro perché è una cosa molto interessante. Quante cose si possono fare con $250.000.000 come capitale iniziale. Perché hanno deciso di investire in – relativamente – poche persone?

Adesso bisogna iniziare a studiare veramente, anche se ci sono diecimila altre attività interessanti da fare. Ciò che differenzia il baccalaureato internazionale e in particolare i collegi del mondo unito dalle altre scuole internazionali è che queste attività “aggiuntive” sono obbligatorie e viste come parte integrante del diploma; questo significa che bisogna essere in grado di riuscire a fare tutto (possibilmente il meglio possibile). Nel giro dei Collegi del Mondo Unito si dice che si ha libertà di scelta! Si possono scegliere due di queste tre opzioni: Studiare, Socializzare, Sonno (Sleep, Socialize, Study).

Nelle prossime settimane avrò modo di scoprire se la regola delle 3 S è solamente una leggenda o se, ahimè, è effettivamente così.10672308_458999237548624_3873253824026318846_n 10600589_752170904844103_6847558604235283409_n 983775_752170871510773_8989477852350840790_n 10623026_752170784844115_2654039051006452018_n 10404860_752170314844162_4879351170532669072_n 10400877_752169701510890_8467597116219429124_n

L'immancabile fontana di cioccolato in mensa!

L’immancabile fontana di cioccolato in mensa!

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Ruben e Veronika, i due fondatori della scuola

Ruben e Veronika, i due fondatori della scuola

scelta delle materie: scelta di vita?

Ho appena finito la visita medica e sono andato nell’edificio della scuola dove ho avuto un “academic interview” (colloquio scolastico) con il tutor per l’orientamento universitario, la responsabile del diploma IB e la vicepreside.

Ho dovuto esporre loro i miei piani per il futuro (che non ho) e di conseguenza la scelta delle materie. Per il diploma IB (baccellierato internazionale) bisogna scegliere una materia per ciascuno dei sei gruppi e di queste sei tre devono essere a livello avanzato e tre devono essere a livello base (materie avanzate sono 7 lezioni a settimana mentre base solo 4).

Le materie che ho scelto sono:

HL (High Level)

  • Lingua e letteratura inglese
  • Filosofia
  • Storia

SL (Standard Level)

  • Biologia
  • Matematica
  • Spagnolo ab initio

Le materie scelte vengono studiate per tutti i due anni e non possono essere cambiate se non in casi eccezionali. Inoltre la scelta è molto importante perché condiziona parecchio la scelta dell’università in quanto le buone università anglosassoni accettano solo studenti che hanno studiato determinate materie, e questo di conseguenza condiziona parecchio il proprio futuro.

Per questo ho deciso di scegliere storia e filosofia invece di economia, perché non so ancora bene ciò che voglio fare e dunque storia e filosofia offrono una buona base per tutte le facoltà umanistiche.

Ho scelto lingua e letteratura invece di letteratura perché circa il 50% è letteratura e 50% è studio della lingua, sociolinguistica ecc.

Il sesto gruppo di materie sarebbe arte ma in alternativa si può scegliere una seconda materia da uno dei cinque gruppi ma sempre rispettando la regola delle 3 HL e 3 SL

Prime impressioni: perché un blog

Sono da pochi giorni arrivato al Collegio del Mondo Unito di Dilijan, in Armenia e mi sembra di essere qui da più di un mese. Tutto ebbe inizio sei mesi e 6 giorni prima della mia partenza dall’aeroporto di Bologna per Yerevan (passando per Vienna): scadeva il bando nazionale per l’assegnazione delle borse di studio della Commissione Nazionale italiana per i Collegi del Mondo Unito. Sono stato convocato poi alle selezioni interregionali a Milano per un’intera giornata e a Duino (al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico) per due giorni di selezioni nazionali. Quando è arrivata prima l’email che mi comunicava l’idoneità e poi la telefonata con la destinazione non avevo ancora realizzato cosa volesse dire partire. Non ci avevo mai più di tanto pensato durante la fase della selezione perché essendo molto tosto come processo ed essendoci moltissimi partecipanti per pochissimi posti ci si prova un po’ come un sogno, non si riflette molto sulle difficoltà che si potrebbero avere una volta selezionati. Solo alla fine dei due mesi che separano quella telefonata dal check-in all’aeroporto di Bologna mi sono trovato a capire cosa volesse dire partire: lasciare per due anni i propri cari, i propri amici, la propria città, la propria scuola, i propri impegni, la propria casa: tutto. L’ultima settimana è stata piuttosto dolorosa. Dopo la festa-tendata per salutare tutti ho salutato una per una le persone a cui tenevo di più. Non è stato sempre facilissimo ma sono contento di averlo fatto.

A Bologna mi sono incontrato con Eva, una ragazza di Bari che ho conosciuto alle selezioni nazionali e con cui sono subito andato molto d’accordo. Eva sarà la mia compagna di avventure italiana per questi due anni in Armenia.

Appunto, in Armenia! “Ma dov’è l’Armenia? Ma c’è la guerra? Ma è tipo l’Afghanistan? Aaah vai in Birmania?  Ma chi te lo fa fare di andare in quel postaccio?” Sono solo alcune delle domande che mi sono state poste nelle settimane precedenti la mia partenza. Perché? Perché il posto che mi è stato offerto dalla Commissione Nazionale italiana è in Armenia, più precisamente a Dilijan, nell’omonimo parco naturale nazionale. L’avventura, già di per sé importante, è ancora più particolare essendo il primo anno di apertura del collegio e dunque siamo solo 97 studenti (invece di poco più di 180) ma non solo noi siamo nuovi e un po’ spaesati ma così sono anche i professori e tutto il personale della scuola. Si tratta di un progetto molto ambizioso e con alte aspettative dai fondatori che hanno investito cifre difficilmente associabili ad una scuola superiore in Italia.

Il campus è incredibile – tecnologico, sostenibile, moderno, integrato nel suo ambiente – ma non è ancora pronto. Sì, stiamo vivendo in un grande cantiere e ogni giorno c’è qualcosa che viene terminato. L’edificio della scuola, la mensa, la palestra (ma non la piscina), la clinica e una residenza sono pronti. Viviamo dunque tutti in una residenza, dividendo stanze da quattro in sei (dunque non c’è spazio per gli armadi), la cucina della mensa non è ancora pronta quindi mangiamo dal catering a tutti i pasti.

La cosa particolare però è l’ambiente: vivere in stanza con persone da quattro continenti diversi è qualcosa di molto praticolare. Credo che mai come in questi 5 giorni abbia imparato tanta storia contemporanea (e geografia). Semplicemente chiacchierando con i miei colleghi pionieri. Storie incredibili, di guerra, rivoluzioni, proteste, dittature. Tutto vissuto sulla pelle dei miei coetanei e compagni di viaggio per i prossimi due anni.

Non mi sembra di essere qui da 5 giorni ma da molto di più. Nonostante questo non mi è facile pensare che questa sarà casa mia per i prossimi due anni.

Siamo andati a visitare il paese ed è carino (se le aspettative non sono le più alte) ma di questo parlerò sicuramente in un altro post.

In partenza da Bologna verso Vienna!

In partenza da Bologna verso Vienna!

Dette queste prime impressioni, ecco perché ho deciso di scrivere un blog: i miei parenti, i miei amici, tutti gli interessati alla mia esperienza e anche a tutti coloro che vogliono provare la mia esperienza i prossimi anni (per questo, a tempo debito mi soffermerò un po’ sul processo di selezione).